Men of quality respect women’s equality

8 03 2011

Auguri a chi è donna e non sa di esserlo; condoglianze a chi ci crede ma non ce la fa.

La condizione della donna è un argomento che è stato trattato fino alla nausea, non solo del mondo misogino  ma anche in quello femminista; eppure la festa della donna prende ancora la piega di un mix fra i guadagni dei ristoratori per San Valentino, ed i profitti dei fiorai per il 2 Novembre, la “festa dei morti”.

Per questo e per altri motivi abbiamo deciso di iniziare il nostro percorso così; con un argomento sì visto e rivisto, ma ancora mai come lo vediamo noi.

Avrete anche sentito parlare tanto da persone più o meno bacchettone della condizione del corpo della donna, dell’eccessivo sfruttamento nelle pubblicità o usato per far carriera; bene! Ma non è il caso di tirare fuori queste storie, ora.

A noi del Bunga Bunga e delle vallette del Sultano di Arcore non interessa parlarne nel giorno in cui si dovrebbe commemorare la dignità dell’universo femminile, a noi piace ricordare grandi donne, non solo quelle del calibro di Rosa Luxemburg o della nostra Rita Levi Montalcini, ma donne di cui magari non conosciamo né volti né nomi, come quelle scese in piazza per la manifestazione del 13 Febbraio, per la manifestazione “Se non ora quando?”, oppure semplicemente le donne che ci circondano ogni giorno, le quali stimiamo, amiamo, o a cui vogliamo semplicemente bene.

Viviamo nel periodo delle contro-rivoluzioni; il governo taglia il Welfare State ed entra nella nostra vita con la banalizzazione del corpo della donna; a tutti gli uomini piace una bella donna, non ammetterlo sarebbe da ipocriti, ma c’è un abisso fra la bellezza sterile propinata da una pubblicità usata per stimolare gli ormoni di maschi cresciuti a pane e sessismo e il fascino di una vera donna, “Quando ci si innamora di una donna, non è che quando si fa all’amore con quella donna si fa all’amore con quella, si fa all’amore con tutte le donne del mondo.” , è Roberto Benigni che, con questa semplice frase, riassume tutto il sentimento dell’universo maschile verso quello femminile come noi vorremmo rappresentarvelo, anche se forse non sempre è precisamente così.

In conclusione, visto che ormai ho iniziato, lascerei ancora una volta parlare Roberto: “Un Paese che non difende i suoi valori con forza è pronto per l’oppressione e la servitù.”

Ricordiamoci più spesso delle donne, non solo del loro corpo. E voi donne ricordatevi che lo siete.


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