Lo Sguardo della Domenica. Il disastro adolescenziale.

27 03 2011

Troppo spesso si parla in negativo delle generazioni che seguono quella a cui si appartiene, sempre più spesso parla in negativo anche di quelle che precedono al giorno d’oggi.

Ma gli adolescenti, nel mondo intero e -soprattutto- nei soliti paesi “in via di sviluppo”, definizione che non precisa la lunghezza di questa via nè la velocità a cui la si percorre, diventano i portatori di pesi che non dovrebbero avere.

A darci qualche indicazione numerica è l’Unicef che, con un recente rapporto, tira le proprie linee sui giovani tra i 10 e i 19 anni, documentando scenari sicuramente ipotizzabili da chiunque, ma in cui sono i freddi numeri a scaldare gli animi, dando una precisa idea delle proporzioni.

Gli adolescenti sono stimati attorno ai 1200 milioni, vale a dire 1,2 miliardi, e rappresenterebbero il 18% della popolazione globale, la maggior parte di questi poi (88%) vive nei sopracitati paesi “in via di nonsisacosa”.

A preoccupare di più è come sempre il continente africano con un 25% di donne tra i 20 e i 24 anni che hanno avuto almeno un parto prima di raggiungere i 18 e la percentuale maggiore anche nel conteggio dei bambini tra i 5 e 14 anni impegnati nel lavoro minorile. (Per un totale di 150milioni nel mondo.)

Che il 50% degli adolescenti non frequenti la scuola secondaria, alla luce dei dati precedenti, sembrerebbe il minimo. Eppure non è così dal momento che proprio l’istruzione dovrebbe dare a questi giovani la consapevolezza del loro stato, e dovrebbe far nascere in -e da loro- loro un movimento di lotta, per migliorare le proprie condizioni e quelle di coloro che formeranno le “generazioni successive”. A qualunque costo.

Lo so, avevamo detto che Lo Sguardo della Domenica avrebbe cercato di darvi sempre notizie più o meno positive; ma è quello che abbiamo fatto in fondo, non vi abbiamo parlato dei bambini più piccoli nè delle mutilazioni genitali a cui molte ragazze sono sottoposte in età pre-adolescenziale.


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