About.

Non siamo qui per mancanza di idee, o per noia.

Non siamo qui nemmeno per popolarità, che certo non fa male e non ci dispiace in sé, però non è il nostro movente; noi abbiamo deciso di iniziare questo cammino, questa condivisione di idee, per disperazione.

Basta guardarsi intorno per convincere anche l’ottimista più convinto di una cosa: il mondo sta andando a rotoli.

Dove più palesemente, dove meno, è innegabile.

In questo clima nasce l’idea di Banalcrazia, un’isola ( Non proprio felice però, viste le premesse. ) in cui noi troveremo uno sfogo e voi, ci auguriamo, troverete spunti di riflessione su tutto e oltre.

Ma facciamo parlare gli autori, no? Diamoci noi stessi la parola, in sostanza.

Chi siete?

M: Marco Allegretti, ma poi realmente chi siamo?

A: Parafrasando un famoso (forse) film ti dirò che: “permettimi di aggiungere che è un grande onore per me conoscerti e che puoi chiamarmi A.”

E cos’è Banalcrazia?

M: Il sistema mass mediatico, nella Repubblica delle banane. Ogni notizia diventa banale.

A: La domanda giusta è cosa NON è Banalcrazia; nella mia visione delle cose la Democrazia non è solo politica nel nostro secolo, cerca di essere sociale, economica, affettiva, in una parola: Universale.

Così quando questa fallisce inevitabilmente tutto decade, diventando appunto, banale.

Di cosa tratterete in questo spazio e con che “toni”?

M: Se in ambito musicale, è la tonalità che caratterizza la melodia, credo che in politica abbiamo il dovere di usare tutti i toni che ci competono, da un tono più distaccato-satirico ad un tono più aggressivo e pungente, senza mai ricorrere alla violenza verbale.

A: Il mio collega è quello del politicamente corretto, io sono quello che quando capita (spesso) urla improperi, abusa di parentesi e adora metafore dirette benché a volte scurrili. Cercherò di edulcorarmi, non vi prometto niente.

Ok, passiamo alle domande più cattive; fede politica?

M: Tesserato a Sinistra Ecologia Libertà nell’anno 2010 e nel 2011.

A: Mi ricordo una splendida poesia di Raul Montanari, non proprio celebre, intitolata l’Anarchico di Destra; ecco, a modo mio è ciò che sono. Un rassegnato anarchico di destra.

Leggi?

M: Ho iniziato ad apprezzare la lettura da poco tempo.

A: Da una vita.

Ultimo libro letto?

M: Ad Personam – Marco Travaglio.

A: Dei Doveri dell’Uomo del “nostro” Mazzini, mi sembrava un modo per festeggiare il 150° Anniversario dell’Unità decisamente migliore che guardare le canzoni dedicate all’evento a Sanremo, per dirne una.

Ah, sì, al cesso ho letto anche Quattroruote, non so se vale.

E cosa ne pensi?

M: E’ un libro che consiglio ai più giovani, per capire cosa è avvenuto nei 16 anni prima, durante il nostro “sonno della ragione”.

A: Che i nostri padri fondatori avevano speranza nel futuro, ma la Storia fa il suo corso a prescindere e, se ci vedessero oggi, non so come reagirebbero.

Lo consiglio, sì, per capire chi siamo e chi saremmo dovuti essere.

Chi è il più cattivo dei due?

M: Cattivissimo Me ! © all right riserved.

A: Ma, lui forse, non lo so. Io sono molto fumo, ma ho anche momenti in cui non rispondo di me stesso.

E il più simpatico?

M: Io u____U ci mancherebbe altro, e se vi interessa sono anche più modesto.

A: Lui, lui.

E quello dei due che stima di più il Presidente del Consiglio attuale?

M: Io, mi sta simpaticissimo.

A: Io a parte le considerazioni ovvie un po’, segretamente, lo stimo davvero. Ma mica come politico, dovrei esser matto; lo stimo come uomo in sé, d’affari e non.

Il mondo è fatto e dominato dagli squali, ma non è anche questa selezione naturale?

Film preferiti?

M: Blow, Paura e Delirio a Las Vegas, i Diari della motocicletta, Nightmare Before Cristhmas e La vita è bella.

A: Qualcuno volò sul nido del cuculo, Amadeus, Il Settimo Sigillo e Serpico.

Ruolo della musica nella tua vita? Che cosa ascolti?

M: Rap italiano, Banda Bardò, Modena City Rambler e poi boh…

A: Per me è fondamentale.

Ho avuto fin da piccolo una formazione classica e una passione per il pianoforte; da qui l’amore per la musica omonima, è Mozart il mio idolo incontrastato.

Poi c’è il Blues, il Jazz e il Rock, in particolare quello psichedelico proprio dei Pink Floyd, capiamoci, mica bruscolini.

Ma dai, leggi altri blog?

M: Esatto u____u

A: Io non so leggere.

Perché proprio la scelta di scriverne uno? Perché non sfogarsi in qualche altro modo?

M: Bella domanda, c’è chi si sfoga masturbandosi.

A: Gli altri modi costano di più.

E andare a lavorare invece, no?

M: Ditelo ad un cassaintegrato.

A: Ma forse avresti anche ragione, però siamo tutti mammoni a quanto risulta dalle indagini governative, secondo te io faccio l’unico fesso che in mezzo ai bamboccioni va a lavorare?

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